Helpling … la app che ti pulisce casa

by / 2 Comments / 239 View / 7 aprile 2016

Un nuovo modo di vedere un lavoro grazie alla new economy

HelplingHelpling, è la piattaforma online leader per la ricerca e la prenotazione di addetti alle pulizie, nata dalla crescente domanda di addetti alle pulizie per il successo di Airbnb, ma utile anche per chi vuole pulirsi casa e non ha mai tempo. Dal sito o dall’app (www.helpling.it) i clienti possono prenotare un addetto alle pulizie professionale e assicurato in pochissimi click. In pochi secondi ci si registra, si trova l’addetto alle pulizie più vicino a casa propria e ci si rilassa. Eì possibile collegarsi al sito, inserire indirizzo, giorno e ora in cui si vogliono le pulizie e dettagli per il pagamento (anche PayPal!) ed una persona fidata viene inviata quando stabilito. Sul sito si ha l’accesso ad un profilo personale così che si potrà lasciare feedback e recensioni, cambiare un appuntamento e controllare i pagamenti.

Coloro che vogliono invece lavorare con Helpling, devono prima iscriversi sul sito e poi verranno sottoposti ad un colloquio per controllare la loro idoneità. Anche gli addetti alle pulizie hanno un profilo personale che li aiuta a gestire le prenotazioni, accettare le offerte ed organizzarsi meglio le giornate.

Helpling, la prima piattaforma online per la ricerca e la prenotazione di addetti alle pulizie, è arrivata in Italia da un anno ed ha già pulito oltre 30.000 appartamenti grazie alle diverse centinaia di addetti che hanno scelto Helpling come sito per trovare e gestire i propri clienti.

Con l’App prenotare è ancora più veloce, infatti grazie alla funzione “ripeti ultimo ordine” basta un tap e l’ultima prenotazione viene ripetuta; una bella comodità in termini di time saving. Il costo del servizio parte da 11.90 € all’ora per le prenotazioni ricorrenti e il pagamento avviene online in totale sicurezza 72 ore dopo il termine del servizio di pulizia. La qualità del servizio è garantita. Helpling si affida solo a personale qualificato ed affidabile, lavoratori autonomi esperti del settore che il cliente potrà valutare e richiedere per la pulizia successiva.

La sfida di Helpling, che si inserisce in un mercato in cui il 60% delle prestazioni di collaborazione domestica è svolta da persone senza alcun tipo di contratto, con prezzi al ribasso e situazioni lavorative non tutelate e senza copertura assicurativa, è sicuramente ambiziosa. “Helpling è la giusta soluzione per tutti coloro che cercano un aiuto per svolgere le faccende domestiche e credono che la legalità sia la risposta migliore” commenta Alberto Cartasegna, Country Manager di Helpling:

SEI BUONI MOTIVI PER SCEGLIERE HELPLING

  1. Time saving – Helpling trova il cleaner adatto alle esigenze del cliente in un minuto con tre soli semplici step
  2. Flessibile – Addetti alle pulizie disponibili 7 giorni su 7, mattina, pomeriggio e sera
  3. Affidabile – Selezione dei cleaners e feedback dagli utenti
  4. Soddisfatto o puliamo di nuovo – Si paga alla fine, se il servizio non è andato a buon fine il servizio clienti propone sempre una nuova pulizia
  5. Spazza via il lavoro in nero – Gli addetti alle pulizie sono lavoratori indipendenti con partita iva
  6. Money saving – Solo 11.90 € l’ora per le prenotazioni ricorrenti

About Helpling

Helpling, nata da una startup tedesca, è la piattaforma online leader per la ricerca e la prenotazione di addetti alle pulizie. Dal sito o dall’app i clienti possono prenotare un addetto alle pulizie professionale e assicurato in pochissimi click. L’innovativo servizio online permette alle persone di godersi i momenti più belli della vita: famiglia, amici e tempo libero. Helpling è stata fondata da Benedikt Franke, Philipp Huffmann e Rocket Internet nel gennaio 2014. La compagnia in un solo anno ha raccolto 56,5 milioni di Euro da investitori come Mangrove Capital Partners, Phenomen Ventures, Point Nine Capital, Lukasz Gadowski, Lakestar and Kite Ventures.

Dove?

Per ora helping, oltre ad essere presente in 10 nazioni diverse, in Italia offre il proprio servizio solo nelle grandi città (Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze…), ma è in rapida espansione su tutto il territorio nazionale, come ci spiega Chiara Cartasegna, PR Manager di Helpling Italia. E’ evidente che chi si occupa di pulizie deve non solo conoscere helpling, ma deve avere un minimo di spirto 2.0, essere dotata di un PC o meglio di uno Smartphone e soprattutto essere disposta a lavorare con una propria partita iva ed abbandonare quindi la cultura del nero che in questo settore è molto diffuso.

LA CULTURA DEL NERO

Combattere l’irregolarità nel settore delle pulizie utilizzando un’app, oggi si può. Oltre due milioni di famiglie in Italia si affidano ad un collaboratore domestico, spendendo 19,3 miliardi l’anno. E’ quanto emerge da una ricerca del Censis “Sostenere il welfare familiare” commissionata da Assindatcolf, presentata pochi giorni fa a Roma. I collaboratori domestici (colf, badanti e baby-sitter) irregolari rappresentano il 55%, pari a 876.000 unità. La causa di una così forte cultura del nero, radicata in Italia ma altresì presente in quasi tutti i Paesi Europei – Germania 45%, Francia 40%, Spagna 70% – è imputabile a molteplici fattori.

Prima dell’avvento di soluzioni online come Helpling, esistevano solo due possibilità per regolarizzare la colf: assunzione con contratto di categoria o pagamento tramite voucher INPS. Ad oggi, la prima non risponde alle esigenze di una società che chiede velocità e semplicità nell’approccio ai servizi per la gestione della casa, del tempo libero e della cura della persona. Rimane una soluzione ideale per chi ha la colf/badante convivente. La seconda (voucher) risulta obsoleta in termini di logistica e la sua efficacia è stata recentemente messa in dubbio da diversi esponenti istituzionali. Lo stesso Boeri – presidente dell’INPS ha puntato il dito dicendo che i voucher potrebbero diventare la nuova frontiera del precariato.

“Oltre il 70% dei nostri clienti (che aveva una colf) dichiara di aver utilizzato una colf in nero prima di Helpling, solo il 3% usava i voucher, il 15% il contratto colf/badante. I dati parlano chiaro: stiamo aiutando a smacchiare non solo gli appartamenti ma anche il mercato” – commenta Alberto Cartasegna fondatore di Helpling Italia.

La maggior parte dei cittadini europei, come risulta dal report della Commissione Europea del 2013, si affida a collaboratori domestici in nero perché ritiene che le conseguenze alle quali si va incontro non siano così rischiose da indurli a desistere. Solo 1 europeo su 3 è a conoscenza dei rischi. In Italia ad esempio s’incorre in una multa pari a 5.000€ per ciascun lavoratore occupato irregolarmente e la reclusione da 6 mesi a 3 anni ai sensi dell’art. 22, comma 12 del D.Lgs. 286/98. Tutti e 3, gli europei, sanno che il nero costa meno. Le colf in Europa scelgono di lavorare nell’ombra, lo fanno perché ritengono che i salari del mercato regolare siano troppo bassi. I contributi – come forma di investimento per il futuro – non rientrano nella loro equazione decisionale considerando la (prima) necessità di consumo attuale. Esiste dunque un problema strutturale.

Il mondo del lavoro occasionale in senso lato sta cambiando, radicalmente. Creare opportunità di lavoro attraenti e rispondere alle nuove esigenze dei clienti, è la sfida che aziende come Helpling o Uber stanno affrontando – parliamo di Gig Economy o meglio ancora di New Economy. Non solo si parla di alternative che smacchiano il nero, ma anche di nuove opportunità di lavoro, mai pensate prima. Un recente studio McKinsey dimostra che entro il 2025 piattaforme online che incrociano domanda e offerta di talenti possano rappresentare un incremento del PIL mondiale di quasi 3 mila miliardi di dollari. Tema, quello della Gig Economy, che negli Stati Uniti ha suscitato l’attenzione di Obama e degli altri candidati e che anche in Italia sta iniziando ad essere oggetto di studi e di interesse da parte di giornalisti, istituzioni e aziende che ne hanno capito l’importanza.

2 Comment

  1. Articolo molto interessante! Usavo Helpling per il mio appartamento ma poi sono passato a Easyfeel (www.easyfeel.it), dove puoi anche scegliere la persona che ti viene a casa. Mi avevano infatti mandato persone diverse che non parlavano bene italiano.

    • Grazie Andrea per il tuo intervento. Adesso mi guardo il sito che segnalato!

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