Il web 3.0 esiste già?

by / 0 Comments / 712 View / 14 luglio 2014

L’era del web 3.0 sta arrivando! Siete pronti?

E’ bene sapere in che direzione sta cambiando il mondo, per non avere paura

E’ già iniziata l’era del web 3.0?

E’ questa la domanda che ci poniamo ed è questa la curiosità che ci spinge a comprare e leggere il libro “Rischi ed opportunità del Web 3.0 e delle tecnologie che lo compongono” di Rudy Bandiera.

Per prima cosa un plauso a Rudy Bandiera per aver avuto il coraggio di scrivere un libro che parlasse del web 3.0, visto che fino ad un anno fa chiunque azzardasse l’accenno al web 3.0 tra gli addetti del settore veniva subito taciuto ed indicato di saccenteria e smania, visto che eravamo ancora in piena era del web 2.0 (ed anzi molti sono ancora fermi al web 1.0). Quindi Rudy ha avuto una visione oppure ha preso un abbaglio? Prima di rispondere a questa domanda vi parlo del libro che di conseguenza porta ad una risposta alla domanda iniziale.

Il libro ha una struttura molto meno tecnica di quello che ci si aspetta da un libro del genere ed anzi a tratti sembra quasi un romanzo. Questo è sicuramente un punto a favore e facilita la lettura. Forse sono influenzato dai racconti del passato tecnologico che ho vissuto di prima persona, quindi facilmente mi sono lasciato trasportare con il ricordo nostalgico di come tutto è iniziato e come Rudy ci racconta, visto che quelle aziende hanno costruito le basi delle attuali tecnologie. Si parla della Apple e della Microsoft e poi di un passato molto recente di altre grandi aziende, dalla Google a Facebook passando da Amazon, ovvero le attuali superpotenze del web.

Tornando all’Amarcord tecnologico che il libro mi ha rievocato, vi racconto solo questo mio episodio personale. Era il 1984, ai tempi ero un grande appassionato di astronomia, tanto che stavo per finire le scuole medie e quindi ero indeciso a quale scuola iscrivermi. Per seguire la passione di astrofisico tutti mi indicarono il liceo scientifico seguito poi all’università in Fisica. Ne ero convinto visto che era la mia passione più grande. Quando un giorno, improvvisamente, in una fiera, vidi per la prima volta un computer, un Apple (era il Mac I), quello che ricordo era una scatola dal design futuristico per i tempi, con un monitor a livelli di grigi (il colore nei PC arrivava solo qualche anno più tardi) con uno strano aggeggio attaccato ad esso e che eseguiva i tuoi movimenti sulla scrivania, ovvero quello che oggi conosciamo tutti come mouse. Sembra scontato oggi, ma ai tempi era fantascienza e soprattutto era affascinante. Per farla in breve, l’incontro mi ha cambiato la vita professionale (e non solo) e scelsi l’ITIS come Scuola Superiore che ai tempi stava iniziando un corso sperimentale tra elettronica ed informatica.

La seconda parte del libro entra nel vivo delle tecnologie del futuro ed una parte del libro che mi ha nuovamente proiettato in un romanzo di fantascienza: sono stati gli esempi e le citazioni prese dai film di fantascienza che dagli anni 80 in poi hanno fatto storia ed hanno quasi anticipato alcuni aspetti tecnologici del presente e di un futuro non molto lontano. Si parla quindi di intelligenza artificiale, robotica e nanotecnologie (che personalmente reputo più tecnologie da web 4.0, anche se comunque grandi passi in avanti si sono fatti) e poi si parla anche di big data, social network, l’internet mobile e cloud che sono tutte tecnologie attuali e quindi associabili al web 3.0. Ma cosa ci porta dal web 2.0 al web 3.0, quale tecnologia, in quale momento del nostro futuro? E’ un passaggio forse automatico, magari è già in corso e non ce ne accorgiamo oppure avverrà solo tra qualche anno? Sono tutte domande che vengono fatte nel libro e che trovano anche una risposta. E’ difficile dare una definizione del web 3.0 così come è stato difficile dare una definizione del web 2.0. Ma a piccoli, grandi passi ci stiamo arrivando.

Un aspetto sul quale vorrei ancora soffermarmi e dare una mia personale osservazione sono alcune tecnologie che hanno bisogno di infrastrutture adeguate. Cioè  nel libro si parla di Smart City, Realtà Aumentata, 3D, ecc, ma sono tutte tecnologie che hanno fame di banda e che con le attuali infrastrutture nel nostro paese potrebbero accrescere ulteriormente il digital divide. Se non investiamo su questo, altri paesi prenderanno il volo lasciandoci a terra. Ho già accennato da poco in un’altro articolo che esiste questo problema e che abbiamo bisogno di linee veloci, di fibra ottica, senza le quali il web 3.0 ce lo sogniamo.

Un’altra parte che mi piaciuto del libro riguarda il pericolo di bolla nel mondo dei Social, pericolo molto serio sul quale Rudy fa una riflessiva e giusta osservazione, ma non vi svelo altro, visto che è molto affascinante, condivido comunque in pieno il pensiero di Rudy della pagina 147 :-).

Nell’ultima parte del libro Rudy ci parla anche dei rischi che stiamo correndo, di come poche aziende hanno in mano tutto e di come possano manipolare i nostri pensieri e stati d’animo (da poco è uscita anche la storia di Facebook che stava manipolando le nostre emozioni (vedi qui l’articolo di Repubblica). Quindi ci mette in guardia e soprattutto ci informa. Non dobbiamo avere paura, dobbiamo essere formati ad essere retti non per paura ma per educazione.

Quindi il web 3.0 esiste già? Forse … ma per saperne di più leggete il libro di Rudy Bandiera 😉

P.S. si, sicuramente la pillola rossa e Rudy non ha preso un abbaglio 🙂

Il blog  di Rudy Bandiera!

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