La voglia di viaggiare c’è, ma si scontra contro la dura realtà

by / 1 Comment / 360 View / 16 Aprile 2020

Vi sto per illustrare i risultati di un piccolo sondaggio che ho svolto in questi giorni sulla voglia di viaggiare, dopo che verrà di nuovo concessa la libertà di movimento da parte del nostro governo. In linea di tendenza il sondaggio rispecchia quello che avevo già anticipato una settimana prima nel mio articolo “Il turismo in Val di Fassa dopo il Coronavirus“.

E’ stato un sondaggio veloce (pochi giorni) sulla piattaforma Google e condiviso sui social, in particolare su Facebook nel mio gruppo “Fassa Forum“. In questo breve periodo sono comunque arrivate oltre 180 risposte che tracciano una linea di tendenza, specie su alcuni aspetti. Le persone che hanno partecipato al sondaggio hanno scritto un po’ da tutta Italia, con prevalenza dal Trentino Alto Adige.

Nel complesso è emerso che la voglia di viaggiare tra le persone c’è: nell’immediato lo vorrebbe il 17%, mentre un 33% sicuramente in estate ed un 40% è più prudente ed attenderebbe ancora diversi mesi, magari verso la fine dell’estate o in autunno. Il restante 10% è invece bloccato dalla paura, almeno per ora (forse perché toccato da vicino da un lutto in famiglia … ma questa è solo una mia supposizione). Quindi se la voglia di viaggiare c’è, se non nell’immediato, sicuramente in estate, ci si scontra però con una dura realtà emersa da un’altra domanda del questionario, ovvero le possibilità. Soltanto il 50% di chi ha risposto al sondaggio infatti non ha limitazioni, mentre il restante 50% si divide tra chi ha problemi di ferie, di disponibilità economica o entrambi.

Oltre il 50% delle persone vorrebbe andare in montagna, ma questo valore è falsato dalla distribuzione del sondaggio che è partito appunto dal gruppo del Fassa Forum. In prevalenza la scelta è per l’Italia ovviamente (solo un 13% vorrebbe andare all’Estero).

Veniamo alla parte che riguarda la tipologia di scelta dell’alloggio. Oltre il 50% sceglierebbe un appartamento turistico, mentre il 35% un Hotel (il restante tra Agritur, Campeggio o altro alloggio). La domanda seguente era interessante, in quanto è stato chiesto “se è la vostra solita scelta oppure se le scelte sono cambiate causa coronavirus“. Da lì il 75% ha dichiarato che ha fatto sempre questo tipo di scelta, mentre soltanto il 15% cambierà l’alloggio passando ad un appartamento turistico ed un 10% ad una struttura alberghiera più piccola. Questo significa che nel complesso un 25% delle persone interpellate cambierà la sua abitudine di alloggio causa coronavirus. E’ un dato abbastanza rassicurante, visto che le persone ripongono prevalentemente fiducia nel loro esercente abituale. Emerge quindi che ci sarà quasi sicuramente un incremento di richieste per gli appartamenti turistici ed un lieve calo per le strutture alberghiere più grandi (come avevo ipotizzato nel mio precedente articolo). Credo però che l’occupazione in qualsiasi struttura turistica sarà influenzata da un altro dato, ovvero da quello che è saltato fuori dalla domanda successiva: “Come valutate se la struttura turistica è sensibile alla sanificazione?” Il 57% lo ritiene assolutamente necessario, il 33% lo ritiene utile e soltanto il 10% non lo ritiene utile. Questo obbligherà quindi tutte le strutture turistiche ad una sanificazione dei locali (forse verrà anche decretato per legge, ma per ora non vi sono indicazioni). Vedremo magari in un altro articolo come fare e come rassicurare i nostri ospiti.

Nell’ultima domanda è stato chiesto un parere sulla fiducia verso il futuro ed il 70% delle persone che hanno risposto che pensa in positivo verso il futuro. Piccola curiosità, si poteva rispondere tra le varie opzioni “Sono Positivo per il futuro” oppure “Andrà tutto bene” che sostanzialmente è la stessa cosa, ma solo il 2% ha cliccato sul famoso slogan che ha forse un po’ ro**… ehm, stancato.

Per ora ci sono comunque ancora troppe incertezze, anche perché manca dalla parte delle governance un’idea, delle linee guida, un calendario per il ritorno alla normalità, aiuti economici, insomma tutto. Magari nei prossimi giorni/settimana farò un secondo sondaggio, quando si avranno altri numeri in mano, per capire dove andrà a parare il turismo dopo il coronavirus con ulteriori dettagli. Un’ultima considerazione per chi in genere critica (sui social ovviamente) la voglia di viaggiare anteponendola alla ripresa economica: il turismo è un industria, genera PIL ed occupazione e movimenta un indotto che genera a sua volta PIL ed occupazione … anche in modo molto rilevante sul piano economico nazionale. All’interno di quest’industria ci sono anche i ristoratori, di cui non ho ancora parlato, che avranno altri problemi e grattacapi da risolvere attorno alla questione coronavirus. Non sarà facile, ma almeno ci proviamo tutti.

Photo by Pexel – Anna Shvets

 

One Comment

  1. Ho trovato i numero del PIL del turismo: un settore che fattura 232 miliardi di euro all’anno, contribuendo per il 13 per cento al nostro PIL e il 15 per cento all’occupazione … tanto per dire …

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