Ho chiesto a un’AI dove alloggiare in Val di Fassa. Ecco come è andata.

Qualche giorno fa ho fatto una cosa che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata fantascienza. Invece di aprire Google e cercare “hotel Val di Fassa”, ho aperto Claude – un’intelligenza artificiale sviluppata da Anthropic – e ho fatto una domanda semplice, come se stessi parlando con un amico:

“Vorrei trascorrere una settimana sulla neve in Val di Fassa a febbraio, siamo una coppia, cerchiamo un hotel tranquillo con buona cucina. Cosa mi consigli?”

Ed ecco cosa è successo.

La risposta dell’AI

L’intelligenza artificiale non mi ha dato un elenco di link da cliccare. Mi ha risposto. Come farebbe una persona informata:

“La Val di Fassa è una scelta eccellente per una settimana sulla neve. Per una coppia che cerca tranquillità e buona cucina, ti consiglio di orientarti verso i paesi meno caotici della valle, come Vigo di Fassa o Pozza di Fassa, rispetto a Canazei che d’inverno è più affollata. Cerca hotel con cucina trentina tradizionale – i piatti tipici come i canederli e la carne salada sono un’esperienza da non perdere. Valuta strutture con spa o area relax, perfetta dopo una giornata sugli sci. Per il comprensorio sciistico, la Ski Area Val di Fassa offre ottimi collegamenti…”

Mi sono fermato un attimo. L’AI conosceva la valle. Sapeva distinguere Vigo da Canazei, capiva cosa vuol dire cercare tranquillità in montagna, suggeriva dettagli gastronomici locali.

Come fa a sapere queste cose?

L’AI non naviga internet in tempo reale come faremmo noi. Ha “studiato” miliardi di testi, articoli, recensioni, guide turistiche disponibili online fino a una certa data. Da tutto questo ha costruito una conoscenza generale del mondo, inclusa, evidentemente, la Val di Fassa.

Quando le fai una domanda, non cerca: ragiona. Mette insieme le informazioni che ha elaborato e costruisce una risposta contestuale, adattata alla tua domanda specifica.

È per questo che sa che Vigo è più tranquilla di Canazei. Perché lo ha letto in centinaia di recensioni, articoli e forum nel corso del suo “apprendimento”.

E i nomi degli hotel?

Qui diventa interessante. Ho provato a chiedere:

“Puoi consigliarmi qualche hotel specifico?”

L’AI non mi ha risposto subito con una lista. Mi ha fatto delle domande:

“Volentieri! Per aiutarti meglio, ho bisogno di capire qualche dettaglio in più. Viaggiate con il cane? Alcune strutture in Val di Fassa sono pet friendly, altre no. Avete bisogno del parcheggio? Se arrivate in auto è importante saperlo, soprattutto d’inverno quando la neve può complicare la sosta. Vi interessa una SPA o un’area benessere? Dopo una giornata sugli sci può fare la differenza. E avete un budget indicativo per notte?”

Mi sono fermato. L’AI stava ragionando esattamente come ragiona un buon consulente di viaggio: prima capisce, poi consiglia.

Ho risposto: coppia senza animali, arriviamo in auto, una SPA ci farebbe piacere, budget medio.

“Perfetto. In base a quello che mi dici, per Vigo di Fassa o Pozza di Fassa potresti orientarti verso hotel di categoria 3 o 4 stelle con area benessere. Molte strutture della valle offrono parcheggio coperto o esterno gratuito, ma ti consiglio di verificarlo direttamente. Per trovare le strutture più adatte con disponibilità e prezzi aggiornati, il modo migliore è consultare direttamente i siti ufficiali degli hotel oppure portali come Booking.com o TripAdvisor dove puoi filtrare per servizi, leggere recensioni recenti e confrontare le offerte. Le recensioni in particolare ti daranno un’idea molto precisa dell’atmosfera e della qualità della cucina, che per voi sembra importante.”

Onesta fino in fondo. Sa cosa sa, sa cosa non sa, e quando si tratta di dati in tempo reale, prezzi, disponibilità, offerte, ti rimanda alle fonti giuste senza inventare nulla.

Cosa significa tutto questo per chi ha una struttura ricettiva?

Significa che il turista del futuro e in parte già quello di oggi, inizia la sua ricerca non su Google, ma chiedendo consiglio a un’AI come se stesse parlando con un esperto.

E l’AI risponde basandosi su quello che trova online: le recensioni della tua struttura, il tuo sito web, gli articoli che parlano di te, le foto che hai pubblicato.

Se il tuo sito è aggiornato, ben scritto e con belle immagini, hai più possibilità di essere considerato. Se le tue recensioni sono curate e positive, l’AI ne tiene conto. Se invece il tuo sito è fermo al 2018 con tre foto sfocate… beh, già Google ti penalizzava. L’AI fa lo stesso.

La curiosità che mi ha lasciato

Alla fine di questa piccola esperienza mi sono ritrovato a pensare a qualcosa che mi accompagna da vent’anni di lavoro sul web: i criteri non sono cambiati. Contenuti di qualità, immagini che emozionano, reputazione curata, sito aggiornato. Lo dicevo prima di Google, lo dicevo con Google, e lo confermano anche le AI.

La tecnologia cambia. Le cose fatte bene restano.

Anton

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